Getsemani. Riflessioni sul Movimento Teologico Contemporaneo - decima e ultima parte

GETSEMANI

Getsemani, è la porta del santuario attraverso la quale la Storia ritrova il suo vero volto e il suo vero ordine, nell'intendimento e nella coscienza dell'uomo liberato. È il santuario dove si è spiritualmente compiuta, nella solitudine, la suprema offerta, affinché l'uomo, ogni volta unico, e tutta la stirpe degli uomini possano ritrovare l'ordine eterno della loro creazione e avere così la possibilità di entrare per grazia nella gioia della diretta contemplazione del Creatore.

Soltanto nel raggio del Getsemani la teologia può essere spogliata di ogni vano diletto intellettuale, di ogni lettera morta e di ogni rigido schema di pensiero, di ogni aridità del cuore, di ogni illusione di autonomia e di ogni torpore di febbrile attività naturalista. Soltanto in quel luogo l'intendimento e la volontà sono liberati dalla verità conformemente alla parola di Cristo, perché là il Redentore ha vissuto nella sua intimità umana, con tutto il suo amore divino, la Croce della storia degli uomini.

E nel segreto dell'agonia di Gesù di Nazareth, si può intravedere il significato dell'uomo nel mistero della storia degli uomini. Nel mistero del Getsemani si svelano i due più grandi, più struggenti e più dolci misteri: l'Incarnazione di Dio in uomo perfetto in Maria e la generazione della Chiesa santa nella relatività dell'uomo temporale.

Getsemani. Riflessioni sul Movimento Teologico Contemporaneo - nona parte

Alterazione radicale della Rivelazione 

Sin dall'inizio, l'abbiamo già detto, la realtà divina di Cristo è stata contestata. Era inevitabile, perché se il Figlio di Dio fosse accettato senza contestazione, sarebbe il segno che lo scopo dell'Incarnazione, in questa carne dell'uomo nella storia che ha fatto seguito ad Adamo, sarebbe stato raggiunto, prima dell'Incarnazione.

Il cammino della verità rivelata si è compiuto, si compie e si compirà ad immagine della vita di Cristo: venuta direttamente da Dio, nascosta, pubblica, contestata, calunniata, integrale, sacrificante, colma di amore, misteriosa e limpida, divina e umana. In tal modo la Verità è apparsa alla superficie della vasta Chiesa e a poco a poco è stata espressa nelle formule e nelle definizioni della fede della Chiesa.

Lo storicismo filosofico e sociale, in quanto fissazione della coscienza dell'uomo su fini temporanei e ultimi, ma circoscritti nell'interminabile e storico tempo e movimento, ha suscitato nella coscienza cristiana, nei tempi detti moderni, con innumerevoli argomenti fittizi per mezzo di criteri razionalisti ma irrazionali, una contestazione diretta o indiretta, nascosta o ammessa, dell'integrale realtà del Figlio di Dio.

Getsemani. Riflessioni sul Movimento Teologico Contemporaneo - ottava parte

Relativismo dottrinale assoluto

Tutte le parole di Cristo, il suo messaggio, il suo monito rivolto agli Apostoli: «sia il vostro parlare sì, sì; no, no», tutte le parole degli Apostoli a proposito della loro testimonianza e della verità da trasmettere (274), ogni parola della Sacra Scrittura riguardante la verità da conoscere e da trasmettere, tutto questo deve essere reinterpretato secondo le «nuove teorie» del linguaggio. Così la teologia dovrebbe cambiare punti di riferimento ed entrare deliberatamente e coscientemente nell'era del relativismo trascendente.

La Chiesa non potrebbe mai formulare proposizioni certe per definire la fede, perché «essa dovrà tener conto della problematica inerente a tutte le proposizioni in generale», e non si potrà mai concepire ed esprimere con certezza alcuna verità. 

Getsemani. Riflessioni sul Movimento Teologico Contemporaneo - settima parte

L'alterazione della storia

La cultura universale del nostro tempo, in tutte le sue manifestazioni e ripercussioni intellettuali e pratiche, è dominata in profondità e in superficie da un orientamento del pensiero e della sensibilità che ci si sforza di esprimere con la parola «storia» e i suoi derivati. 

Quel che ogni volta s'intende con questa parola «storia» è una nozione o una realtà o una qualità variabilissima che permette di orientare il pensiero e il discorso, sulla base di questo stesso mutevole vocabolo, in differenti direzioni, in modo che le cose e i vocabolari non possano più avere, né nell'intimo dell'uomo, né nel discorso, un significato universalmente compreso ed ammesso.

Getsemani. Riflessioni sul Movimento Teologico Contemporaneo - sesta parte

ALTERAZIONE DELLA STORIA E LIBERAZIONE ETERNA TRE ESPRESSIONI DELLA NUOVA CORRENTE

I pochi punti di riferimento per la comprensione dell'attuale movimento teologico - di cui abbiamo parlato - non sono certo emersi subitamente in seno ad una «terra vergine», come se fossero la primaria sorgente del movimento che n'è conseguito.
 
Il punto di riferimento, si fissa o si situa in vista di una finalità che ci si propone o che si accetta per meditare o per apportare un giudizio su un insieme di avvenimenti e di concetti. Questa finalità, che costituisce un criterio, può essere più o meno estesa per quel che riguarda la durata e la somma dei fatti esaminati e per quel che riguarda la più profonda e la più generale visione, che l'uomo che medita, si fa delle cose; questa finalità-criterio può essere più o meno universale, più o meno trascendentale ed escatologica, o invece relativa e temporale.