Siamo cattolici o modernisti?

Anche se le autorità religiose errano, anche se oramai è quasi tutto crollato, bisogna stare sempre e comunque al fianco del Papa, aspettando che anche quel quasi venga raso al suolo? Il Papa è il Papa, proclamano i modernisti. Vero, ma dei diritti di Dio che ne facciamo? Se il Papa, che è essere umano, sbaglia da che parte stiamo? Dobbiamo servire il Papa o servire Dio? 

Arriveranno tempi migliori, frignano infastiditi. Evviva il suicidio! Ma è poi questo che ci chiede la nostra Fede? Rimanere impassibili? La Fede non dev’essere militante? Gesù Cristo non ci chiede nel Vangelo di dare testimonianza? E allora: chi intendiamo porre al vertice della piramide? Non prendiamoci in giro, la risposta è nota e la coscienza lo indica chiaramente, basta leggere il Vangelo. Nel Credo lo professiamo ogni domenica, nel Padre Nostro lo ripetiamo ogni volta… Al primo posto c’è il Nostro Creatore, al primo posto viene Nostro Signore Gesù Cristo, Pietro viene a seguire, non lo precede. Pietro ha un altro ruolo: quello di pascere le pecorelle confermandole nella Fede. Se non compie questa sua precisa missione tradisce il suo ruolo e viene meno il dovere di seguirlo. Se dunque il Papa agisce da Pietro è il nostro punto di riferimento, se non agisce da Pietro perde la sua autorità. Tutto il resto è aria fritta. 

La concretezza e la chiarezza sono segni distintivi del cristiano. L’ambiguità e la malizia quelli dei modernisti.

P.Elia

Crisi della Chiesa

Mons. Joseph Strickland ha scritto un testo straordinario sulla crisi della Chiesa e sulla situazione successiva all'annuncio delle Consacrazioni Episcopali da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che riporto integralmente.

La linea nella sabbia
Ogni texano conosce questa storia: molto prima di conoscere la politica, molto prima di conoscere le discussioni, molto prima di sapere come cavillare sui dettagli, abbiamo imparato qualcosa a scuola che ci ha plasmato nel profondo. Ad Alamo, arrivò il momento in cui non c'erano più lettere da inviare, né rinforzi in arrivo, né negoziati da tentare. Il nemico era alle porte. Chiedevano la nostra resa. E tutti sapevano cosa significasse arrendersi.
Così il comandante, William Barret Travis, radunò i suoi uomini, non per ispirarli, non per motivarli, ma per dire loro la verità. Tracciò una linea nel terreno. Da un lato di quella linea c'era la sicurezza, almeno per il momento. Dall'altro lato c'era una morte quasi certa. E lui disse: "Scegli". Solo un uomo fece un passo indietro. Tutti gli altri fecero un passo avanti.

Esiste ancora oggi la famiglia?

Da ascoltare e meditare questa bellissima omelia di don Alberto Secci da radicatinellafede.com


 

Intervento del prof. Agamben (28/11/2022): 'il complice e il sovrano'

Una riflessione, tratta dal sito quodlibet.it, riguardo l'emergenza pandemica che mi trova totalmente d'accordo. Da leggere e meditare. 
P.Elia 

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sulla situazione politica estrema che abbiamo vissuto e dalla quale sarebbe ingenuo credere di essere usciti o anche soltanto di poter uscire. Credo che anche fra di noi non tutti si siano resi conto che quel che abbiamo di fronte è più e altro di un flagrante abuso nell’esercizio del potere o di un pervertimento – per quanto grave – dei principi del diritto e delle istituzioni pubbliche. Credo che ci troviamo piuttosto di fronte una linea d’ombra che, a differenza di quella del romanzo di Conrad, nessuna generazione può credere di poter impunemente scavalcare.