Mons. Joseph Strickland ha scritto un testo straordinario sulla crisi della Chiesa e sulla situazione successiva all'annuncio delle consacrazioni episcopali da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che riporto integralmente.

La linea nella sabbia
Ogni texano conosce questa storia: molto prima di conoscere la politica, molto prima di conoscere le discussioni, molto prima di sapere come cavillare sui dettagli, abbiamo imparato qualcosa a scuola che ci ha plasmato nel profondo. Ad Alamo, arrivò il momento in cui non c'erano più lettere da inviare, né rinforzi in arrivo, né negoziati da tentare. Il nemico era alle porte. Chiedevano la nostra resa. E tutti sapevano cosa significasse arrendersi.
Così il comandante, William Barret Travis, radunò i suoi uomini, non per ispirarli, non per motivarli, ma per dire loro la verità. Tracciò una linea nel terreno. Da un lato di quella linea c'era la sicurezza, almeno per il momento. Dall'altro lato c'era una morte quasi certa. E lui disse: "Scegli". Solo un uomo fece un passo indietro. Tutti gli altri fecero un passo avanti.

Esiste ancora oggi la famiglia?

Da ascoltare e meditare questa bellissima omelia di don Alberto Secci da radicatinellafede.com


 

Intervento del prof. Agamben (28/11/2022): 'il complice e il sovrano'

Una riflessione, tratta dal sito quodlibet.it, riguardo l'emergenza pandemica che mi trova totalmente d'accordo. Da leggere e meditare. 
P.Elia 

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sulla situazione politica estrema che abbiamo vissuto e dalla quale sarebbe ingenuo credere di essere usciti o anche soltanto di poter uscire. Credo che anche fra di noi non tutti si siano resi conto che quel che abbiamo di fronte è più e altro di un flagrante abuso nell’esercizio del potere o di un pervertimento – per quanto grave – dei principi del diritto e delle istituzioni pubbliche. Credo che ci troviamo piuttosto di fronte una linea d’ombra che, a differenza di quella del romanzo di Conrad, nessuna generazione può credere di poter impunemente scavalcare.

Costituzione, tutti la invocano nessuno la difende

Le politiche governative anti-Covid stanno facendo a pezzi la Carta costituzionale, ma è la logica conseguenza di un cambiamento radicale del suo significato: da dichiarazione di princìpi e valori indisponibili a disposizioni interpretate alla luce della cultura dominante. Se la Costituzione è frutto di una “decisione” e non contempla più, come del resto la cultura diffusa, un ordine oggettivo, allora una decisione può anche sospendere le garanzie costituzionali e nessuno avrà nulla da dire. Come infatti avviene. Intervento di Stefano Fontana dalle colonne della Nuova Bussola Quotidiana

Le politiche governative anti Covid pongono molti problemi di legittimità costituzionale davanti ai quali sembra interessante chiedersi perché non ci sia stata finora una adeguata reazione in difesa della Costituzione. Tanto più che oggi, nell’era Napolitano-Mattarella, la Carta costituzionale è ossequiata più che mai e proclamata la più bella del mondo. Ma allora perché gli italiani non la difendono?

Nella Prima Repubblica la nostra Carta costituzionale non era esaltata fuori misura come avviene oggi. Quando ancora esistevano le grandi ideologie politiche, essa era vista più che altro come un ingombro, un accomodamento temporaneo in vista di nuovi assetti politici da doversi instaurare. Neofascisti, liberali, comunisti, cattolici … erano, per motivi diversi, scettici sulla Costituzione il cui testo era nato da un compromesso tra le correnti antifasciste rappresentate nella Costituente. La relativizzavano, però la difendevano.