A quei cattolici che sottolineano quanto oggi manchi, nella scena politica e sociale italiana, un uomo come De Gasperi, consiglio vivamente la lettura dell’articolo di padre Julio Meinvielle. Oggi sentiamo molti politici, alcuni dei quali si definiscono cattolici (!), che auspicano e si adoperano per un partito politico liberale (come lo fu la DC). Ma il liberalismo e il Cattolicesimo-liberale sono stati condannati dalla Chiesa "di sempre". Ergo…
p.Elia
Liberalismo e Cattolicesimo-liberale. Da Lamennais a Maritain e De Gasperi (pubblicato su «SìSì-NoNo», periodico cattolico, Anno XXXV, numero 6, 31
marzo 2009)
La questione democristiana
Gramsci scriveva che la Democrazia Cristiana è necessaria al Comunismo per ottenere il consenso e poi il governo in Europa, specialmente nei Paesi cattolici. Ma perché? Don Dario Composta risponde: «Il modello ideale DC si potrebbe definire… come politica progressista e aconfessionale». Essa è «un partito di centro che guarda a sinistra», come diceva De Gasperi.
Don Composta distingue tre tipi di cattolici:
a) I cristiano-sociali, che respinsero i princìpi della rivoluzione francese per rimanere fedeli alla dottrina sociale e politica del Magistero ecclesiastico.
b) I cristiano-liberali, che si collocarono a mezza strada tra le idee della rivoluzione e l’insegnamento della Chiesa cattolica.
c) I democristiani, che, pur accogliendo un certo indirizzo o ispirazione vagamente cristiana, si mantennero laicisti e si orientarono verso teorie affini a quelle della rivoluzione francese; essi ebbero come capiscuola Lamennais e Maritain in Francia e in Italia Murri-Sturzo-De Gasperi.