Siamo cattolici o modernisti?

Anche se le autorità religiose errano, anche se oramai è quasi tutto crollato, bisogna stare sempre e comunque al fianco del Papa, aspettando che anche quel quasi venga raso al suolo? Il Papa è il Papa, proclamano i modernisti. Vero, ma dei diritti di Dio che ne facciamo? Se il Papa, che è essere umano, sbaglia da che parte stiamo? Dobbiamo servire il Papa o servire Dio? 

Arriveranno tempi migliori, frignano infastiditi. Evviva il suicidio! Ma è poi questo che ci chiede la nostra Fede? Rimanere impassibili? La Fede non dev’essere militante? Gesù Cristo non ci chiede nel Vangelo di dare testimonianza? E allora: chi intendiamo porre al vertice della piramide? Non prendiamoci in giro, la risposta è nota e la coscienza lo indica chiaramente, basta leggere il Vangelo. Nel Credo lo professiamo ogni domenica, nel Padre Nostro lo ripetiamo ogni volta… Al primo posto c’è il Nostro Creatore, al primo posto viene Nostro Signore Gesù Cristo, Pietro viene a seguire, non lo precede. Pietro ha un altro ruolo: quello di pascere le pecorelle confermandole nella Fede. Se non compie questa sua precisa missione tradisce il suo ruolo e viene meno il dovere di seguirlo. Se dunque il Papa agisce da Pietro è il nostro punto di riferimento, se non agisce da Pietro perde la sua autorità. Tutto il resto è aria fritta. 

La concretezza e la chiarezza sono segni distintivi del cristiano. L’ambiguità e la malizia quelli dei modernisti.

P.Elia