Capita sempre più di frequente che, in questo scorcio di secolo, molte persone si vergognino di proclamarsi cristiane. Soprattutto fra i giovani aumenta sempre più il timore di affermare la propria appartenenza a Cristo e di esprimere con coraggio la propria fede e la propria opinione in contrasto con la tendenza "pecorile" del mondo che, credendosi libero dai condizionamenti, in realtà segue e diffonde quanto la disinformazione organizzata semina nella società con noiosa ripetizione.
Ma perché esiste questo "timore reverenziale" nei confronti di quanti sembrano "à la page", ma in realtà adottano "vecchi" comportamenti e diffondono "antiquate" idee che hanno un comune denominatore: contravvengono alla Parola di Dio?
Conviene innanzitutto esaminare la figura di un vero cristiano secondo quanto emerge dall’analisi biblica: cioè dalla genuina Parola di Dio non inquinata dalla sociologia del mondo.
Ma perché esiste questo "timore reverenziale" nei confronti di quanti sembrano "à la page", ma in realtà adottano "vecchi" comportamenti e diffondono "antiquate" idee che hanno un comune denominatore: contravvengono alla Parola di Dio?
Conviene innanzitutto esaminare la figura di un vero cristiano secondo quanto emerge dall’analisi biblica: cioè dalla genuina Parola di Dio non inquinata dalla sociologia del mondo.




