“Quanto a me, io vi battezzo con l'acqua perché facciate penitenza, ma Colui che verrà dopo di me, è più potente di me e io non son degno di portare i suoi sandali; Egli vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco. Nella sua mano tiene il vaglio per pulire per bene la sua aia; raccoglierà il suo frumento nel granaio e brucerà la pula con un fuoco che non si estingue” (Mt3, 11-12)
Un colpo di Stato. Questo è ciò che è avvenuto nella Chiesa attraverso il Concilio Vaticano II. Con il passare degli anni, e dei Pontefici che vi si sono succeduti dal 1962 ad oggi, appare evidente la continua, incessante, inesorabile distruzione di tutto ciò che la Chiesa ha sempre detto e fatto ante quel Concilio.
Esaminando ciascun papato singolarmente, ciò potrebbe apparire inverosimile. Ma, come componendo un puzzle, agganciando ciascun singolo pontificato uno all'altro, emerge chiaramente un quadro che non lascia spazio ad equivoci.
Mattone dopo mattone, ogni Pontefice, in nome del Concilio, ha portato del suo alla dissoluzione della dottrina e della liturgia cattoliche, fino ad arrivare al vescovo di Roma attuale, alias Bergoglio, che non fa nulla di diverso: demolisce, come i suoi predecessori. Semmai, da questi si differisce per la ferocia impiegata nel farlo. Ma non se ne cura: sa che questi sono tempi in cui la falsità e l'ambiguità hanno talmente preso il sopravvento sulla verità e la chiarezza che qualsiasi cosa dica o faccia non gli arrecherà nessun fastidio.




