Non c'è nessun fatto
puramente esterno a noi che possa garantire il rinnovamento della
Chiesa o la rinascita della vita cristiana.
Quando parliamo
della crisi della fede nei tempi moderni, quando desideriamo il
rifiorire della vita cristiana del nostro popolo, dobbiamo avere ben
presente che non è possibile affidarci a nessun automatismo
garantito da qualcosa che accade solo fuori di noi: la rinascita
partirà sempre dal nostro nascere di nuovo alla grazia di Dio. Sì,
è dalla conversione personale che dobbiamo sperare il rifiorire
della Chiesa tra noi.
È proprio
partendo da un errore di prospettiva che si è pensato di diffondere
il cristianesimo a suon di riforme. È stato, crediamo, l'errore
degli anni conciliari. Cerchiamo di spiegarci.
C'era bisogno di
un rinnovamento della vita cristiana negli anni ’50 e ’60?
Certamente sì. C'era bisogno di una maggiore verità nella vita
sacerdotale, nei conventi, nelle associazioni laicali, nelle scuole
cattoliche, nelle famiglie? Non facciamo fatica ad ammetterlo: un
certo formalismo stava mettendo in pericolo la vita di fede... c'era
bisogno di una freschezza data dall'autenticità.




